Petraeus al CentCom e Odierno in Iraq. Tutto pronto per fermare l’Iran

Fino a ieri il generale David H. Petraeus, comandante di tutti i soldati americani in Iraq, pensava di avere un lavoro difficile. Ora ne ha uno ancora più difficile. A Washington il segretario alla Difesa, Robert Gates, ha annunciato la sua promozione a comandante dell’U.S. CentCom, uno dei cinque settori strategici creati dal Pentagono negli anni Ottanta per coordinare le operazioni militari fuori dagli Stati Uniti. CentCom è il settore più grande e difficile: ha la responsabilità sul medio oriente, sull’Asia e su un pezzo di Africa.
23 APR 08
Ultimo aggiornamento: 21:52 | 14 AGO 20
Immagine di Petraeus al CentCom e Odierno in Iraq. Tutto pronto per fermare l’Iran
Roma. Fino a ieri il generale David H. Petraeus, comandante di tutti i soldati americani in Iraq, pensava di avere un lavoro difficile. Ora ne ha uno ancora più difficile. A Washington il segretario alla Difesa, Robert Gates, ha annunciato la sua promozione a comandante dell’U.S. CentCom, uno dei cinque settori strategici creati dal Pentagono negli anni Ottanta per coordinare le operazioni militari fuori dagli Stati Uniti. CentCom è il settore più grande e difficile: ha la responsabilità sul medio oriente, sull’Asia e su un pezzo di Africa. Quando si sposterà nei quartieri generali della base aerea Mac Dill a Tampa, in Florida, o più verosimilmente in quello di Camp As Sayliyah, in Qatar, Petraeus si occuperà personalmente non più soltanto dell’Iraq – dove il suo posto sarà preso dal fidatissimo vice Ray Odierno – ma anche delle altre zone di guerra e di instabilità nell’arco di mondo che corre dal Cairo a Pechino. L’Afghanistan, dove le truppe americane combattono una violenta guerriglia contro i talebani. Il Pakistan, dove il nuovo governo del dopo Musharraf non ha ancora deciso se opporsi agli estremisti filotalebani che spadroneggiano nelle regioni frontaliere del nord e che ogni giorno si avvicinano di un altro passo ai silos dell’arsenale atomico. L’Iran, che non ferma il programma nucleare, minaccia da vicino Israele e continua ad alimentare la violenza e l’instabilità nel vicino Iraq, in Libano e a Gaza (ma Israele, per le sue peculiarità, cade sotto la vigilanza del Comando europeo). E anche la Cina: il governo di Pechino spende una parte enorme delle proprie risorse in armi per diventare la nuova superpotenza capace anche di incutere timore a Washington.“Sono assolutamente convinto – ha detto Gates – che sia lui l’uomo migliore per questo lavoro. Il tipo di conflitto in cui siamo coinvolti, non soltanto in Iraq ma anche in Afghanistan, e alcune delle sfide che fronteggiamo nel settore CentCom sono situazioni da guerra asimmetrica. E non conosco nessuno meglio qualificato di lui per dirigere gli sforzi”. Gates si è premurato di aggiungere che il generale lascerà Baghdad soltanto alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno. L’Amministrazione vuole concedere a Petraeus altro tempo per rendere più solidi i progressi ottenuti con il suo piano di sicurezza, cominciato nel febbraio del 2007 e reso possibile dall’arrivo in Iraq di altri 30 mila soldati. Alla domanda se la promozione di Petraeus sia da intendere come un avvertimento all’Iran, che nell’ultimo anno è stato accusato di interferire con il piano di stabilizzazione, il segretario Gates non ha risposto direttamente. “Quello che gli iraniani stanno facendo – ha detto – è uccidere soldati americani in Iraq”. Il vice di Petraeus, Raymond Odierno, prende il suo posto. Odierno è appena tornato a casa in febbraio dall’Iraq, dove uno dei suoi figli soldati è stato ferito gravemente. Se Petraeus si è occupato della strategia e del grande processo di riconciliazione politica, Odierno è stato l’archittetto delle operazioni simultanee di terra del 2007: la messa in sicurezza di Baghdad, metropoli immensa da cinque milioni di abitanti, la manovra veloce per riconquistare la provincia di Diyala dalle mani di al Qaida e impedirne il ritorno, l’inseguimento verso nord dei terroristi. I grandi comandanti vanno a coppie, ha scritto il Weekly Standard, “Odierno è il Patton di Petraeus-Eisenhower”. Altissimo, massiccio, senza un capello, ha una voce timida e modi gentili. E’ meno adatto alla diplomazia e alle interviste in tv, ma i soldati americani in Iraq lo venerano.